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BIENNALE 2018

DOPO IL GRANDE SUCCESSO DELLA PRIMA EDIZIONE DI BIENNALE ARTE DOLOMITI 2016, CHE HA VISTO ESPORRE 46 ARTISTI DI TUTTI I 5 CONTINENTI ED è STATA VISITATA DA PIù DI 4.000 PERSONE, L’ORGANIZZATORE ASS. CULTURALE BIENNALE ARTE HA VOLUTO PROPORRE PER IL 2018 LA SECONDA EDIZIONE DELLA BIENNALE IL CUI TEMA SARà:

 

ROSENGARTEN: IL GIARDINO DELLE ROSE 2018

IL PROGETTO

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Dopo il grande successo della 1° Biennale Arte Dolomiti 2016, l’organizzatore Ass. Culturale Biennale Arte/PaiviProArte.Com ha voluto proporre per il 2018 la seconda edizione 2° Biennale Arte Dolomiti “Rosengarten”: Il giardino delle rose 2018.

Il 2018 è l’anno delle celebrazioni per il centenario della firma dell’Armistizio della Prima Guerra Mondiale; la Biennale non si esime quindi dal celebrarne il ricordo continuando così il suo interesse per le storie militari e politiche che hanno segnato le Dolomiti.

La biennale accoglie artisti la cui pratica o le cui opere perseguono ed esplorano le dinamiche, le percezioni e i segni consequenziali della guerra sul corpo, sulla mente, sulla coscienza, sullo spirito, sull’ambiente e sull’umanità, sulla comunità e sulle relazioni. Ma l’orizzonte degli interessi di questa edizione della Biennale è più ampio e onnicomprensivo, infatti si spinge oltre il racconto e l’immaginario della guerra indagando con curiosità altre storie e temi, abbracciando leggende e miti che nati tra le Dolomiti sono parte della cultura di questi stessi luoghi e delle genti che le vivono.

Il Rosengarten è il nome dato ad un massiccio o catena montuosa delle Dolomiti celebre per lo spettacolare fenomeno dell’enrosadira (alpenglow) per cui queste cime, come in verità molte altre nelle Dolomiti, assumono un colore rossastro, che passa gradatamente al viola, grazie alla particolare luce del sole che caratterizza l’alba e il tramonto. Il suo nome evoca la leggenda del Re dei Nani Laurino che aveva coltivato un magnifico roseto proprio tra queste montagne. In un momento drammatico di questa leggenda, il re, credendo di essere stato tradito dal suo amato roseto, lo maledisse facendo sì che la sua bellezza non potesse mai più essere vista dagli occhi umani né di giorno né di notte. La maledizione aveva notoriamente trascurato le ore dell’alba e del crepuscolo ed è proprio in queste ore – magico momento di “fratellanza” tra notte e giorno – tempo epifania dell’alpenglow, in cui ancor oggi si può magicamente cogliere il colore del fiabesco roseto. La metafora del roseto in montagna, con il suo essere qualcosa di meraviglioso e misterioso, ispira ed è alla base del tema della biennale di quest’anno.

Il riferimento della stessa leggenda al essere in e tra lo spazio e il tempo enfatizza l’idea e la metafora degli “interstizi” come spazi di confine. Gli spazi di confine, luoghi cruciali di transizioni, sono schermati e sopravvivono agli effetti delle maledizioni – permettendo nello stesso tempo di essere attraversati e consentendo di originare riflessioni e pensieri generatrici di creazioni straordinarie per originalità e significato. Lo “spazio interstiziale” assume così interesse tanto che è stato analizzato ed esplorato da diversi filosofi e scrittori (scrittori interstiziali). Questa biennale accoglie opere d’arte che indagano e ricercano la comprensione e la discussione inerente il tema degli “spazi Interstiziali.

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1 GIUGNO // 16 SETTEMBRE 2018

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